L‘uomo ha sviluppato la danza fin dall‘epoca preistorica: ma la danza classica, come oggi la conosciamo, si sviluppa a partire dal XVII sec. in Francia, con l‘istituzione dell’Académie Royale de danse.

Nel corso dei secoli vengono introdotti elementi scenici, come il classico tutù, ed elementi tecnici come nuovi passi e prese di coppia: tuttavia, ancora oggi, rimane la forma di danza più studiata e viene usata come base di partenza per qualsiasi altro stile.

Dagli inizi del ‘900, l‘americana Isadora Ducan ed il russo Serge dè Diaghilev tentarono di uscire dalle imposizioni formali della danza classica.

Le loro idee di base erano poche, ma fondamentali, come liberare il corpo dall’elegante tutù, ballare scalzi e senza punte, senza schemi né regole dettate dai maestri.

Ben presto queste contestazioni si diffusero dagli Stati Uniti, fino a giungere anche in Europa, portando alla diffusione dell‘attuale danza moderna.

La cultura Hip Hop nasce a New York tra i giovani delle comunità latinoamericane e africane durante la fine degli anni Sessanta: questo movimento comprende varie aree tematiche, tra cui la musica ed il ballo (ma non solo).

Lo stile di ballo Hip Hop prende le basi dei balli africani e della capoeira, della rumba e della salsa si fondono con movimenti della tap dance, delle arti marziali e della ginnastica acrobatica, adattandole al proprio stile musicale (rap).

Come tradizione, l‘Hip Hop si riconosce nei movimenti della break-dance e del body popping e viene riconosciuto a livello internazionale fin dagli anni Settanta.

È possibile ballare utilizzando elementi provenienti da più stili? O, ancora meglio, è possibile migliorare la propria coordinazione e muoversi in modo più fluido e preciso?

Bene: partiamo da elementi tecnici di base della danza classica e moderna e fondiamoli sulle danze popolari o nella street dance. RImarrete stupiti dei risultati ottenuti, e li potrete apprezzare ad ogni vostro movimento!

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